AIPASC COME DIVULGATORE DELLA SEMINA SU SODO

La nostra associazione da sempre divulga la conoscenza della SEMINA SU SODO, è sempre stata convinta della sua efficacia, perchè sperimentata da piu di venti anni sulle aziende pilota in tutta Italia.

La Semina su Sodo è più che una tecnica. E’ un vero e proprio SISTEMA di coltivazione in quanto presuppone la calibrazione di nuove strategie di rotazione colturale, di fertilizzazione, di gestione delle erbe infestanti, dei parassiti, degli agenti patogeni e della fertilità del suolo.

Per molti è una “nuova filosofia agricola”. E’ sviluppata da più di 30 anni in diverse parti del mondo e può essere applicata a diversi tipi di seminativi, invernali e primaverili: cereali autunno-vernini, cereali primaverili, foraggere, girasole, colza etc.

La semina su sodo è una specifica applicazione dell'agricoltura conservativa.

Cose'è l'agricoltura conservativa

L’agricoltura conservativa è un sistema sostenibile di gestione dell’agro-ecosistema che punta a migliorare e sostenere la produttività, aumentare i profitti e la sicurezza alimentare preservando e migliorando le risorse e l’ambiente. (FAO 2015)

L’agricoltura conservativa è caratterizzata da tre principi:

  1. Disturbo meccanico minimo del suolo. La semina avviene senza preparazione del letto di semina e con un disturbo minimo del suolo. Ci si riferisce quindi al no-till, che ha molti sinonimi: zero tillage, direct drilling e in lingua italiana è stato tradotto con i termini “semina diretta” oppure “semina su sodo”.
  2. Copertura permanente del suolo (cover crop). Fondamentalmente per proteggere il suolo dagli effetti deleteri dell’esposizione alla pioggia e al sole, per favorire lo sviluppo degli organismi tellurici e creare le migliori condizioni di crescita delle piante.
  3. Diversificazione delle specie colturali(rotazioni). Intesa come successioni di apparati radicali diversi che esplorano il suolo a profondità diverse. Le colture diventano “pompe biologiche” che riallocano i nutrienti dagli strati più profondi a quelli più superficiali e interessati dalle colture da reddito. Inoltre colture diverse con la stabilizzazione di un equilibrio dinamico tra microrganismi che incrementa la fertilità biologica del suolo.

Come si fa l'agricoltura conservativa

La pratica si articola in passaggi chiave ben definiti:

  • Gestione dei residui colturali: Dopo il raccolto precedente, i residui vegetali (stocchi, foglie) non vengono bruciati o interrati. Vengono lasciati in superficie per formare una pacciamatura naturale che protegge il suolo dall'erosione e trattiene l'acqua.
  • Controllo delle erbe infestanti: Prima di seminare, si elimina la vegetazione spontanea (cotico erboso o infestanti) senza lavorare meccanicamente il terreno. Questo si effettua principalmente tramite diserbo chimico (erbicidi) o con mezzi meccanici (es. trinciatura o utilizzo del rullo a lame/crimper roller).
  • Utilizzo di seminatrici specifiche: La semina vera e propria avviene con macchinari speciali (seminatrici da sodo o su sodo). Queste sono dotate di ancore o dischi che aprono un solco molto stretto nel terreno non lavorato, vi depositano il seme, distribuiscono il concime e richiudono il solco, tutto in un unico passaggio.
  • Rotazione colturale: Per evitare la proliferazione di malattie fungine e parassiti, nonché per arricchire naturalmente il terreno, si alternano diverse tipologie di colture anno dopo anno (es. alternare un cereale autunno-vernino con una leguminosa). 

L’applicazione contemporanea dei tre principi chiave dell’agricoltura conservativa ( riduzione al minimo della perturbazione del suolo, copertura organica permanente del suolo e rotazione delle colture) permette di ottenere ottimi risultati in termini di sostenibilità ambientale ed economica dell’attività agricola.

Quali sono i vantaggi?

L’applicazione delle tecniche di agricoltura conservativa permette di coltivare riducendo notevolmente l’impatto dell’agricoltura sull’ambiente. Un terreno non lavorato riacquista la sua naturale struttura in quanto non viene disgregata ad ogni lavorazione. Un suolo ben strutturato risulta molto più resistente ai fenomeni di erosione che comportano notevole perdita di suolo e danni per la società (smottamenti e frane). Un terreno sottratto alla lavorazione, è in grado di ritrovare l’equilibrio dinamico proprio degli habitat indisturbati grazie all’accumulo in esso di sostanza organica e agli organismi della micro e macro flora e fauna che si sviluppano e moltiplicano in pochi anni. Un suolo gestito in agricoltura Conservativa vedrà incrementata la sua fertilità chimica biologica e fisica e ridurrà notevolmente le emissioni di gas climalteranti in atmosfera.

L’agricoltura conservativa garantisce anche benefici economici e sociali per gli agricoltori. La semina su sodo si basa su operazioni semplici e veloci. La semplicità e la velocità si traducono in pratica in una serie di risparmi, non solo monetari, di cui il “sodista” beneficia. Sostituire tutte le operazioni di preparazione del letto di semina con un solo intervento di semina diretta sul suolo non lavorato permette di ridurre notevolmente i costi energetici diretti (carburante e mezzi di produzione) e indiretti (consumo delle macchine e degli attrezzi) e di ridurre il carico di lavoro aziendale.